Ecco l'archivio delle news di tiseiconnesso!
Via i giornalini porno di antica memoria o i consigli dei fratelli più grandi e delle amiche. La rete ormai è il luogo dove scoprono, esprimono, esibiscono, raccontano e anche sperimentano la propria sessualità, con pochi pudori e molta libertà, i pre-adolescenti e gli adolescenti italiani.
Perché – come emerge dalla ricerca di Save the Children “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” realizzata anche quest’anno da Ipsos – il 34% degli intervistati, dunque 1 ragazzo su 3, dichiara di aver ricevuto messaggi con riferimenti al sesso mentre è tra i 14 e i 15 anni che la maggior parte dei nostri adolescenti maschi e femmine – il 54% del campione – diventano “attivi” inviando il loro primo messaggio hard, invio che non imbarazza ma anzi vede in azione anche il 36% degli intervistati fra i 10 e i 14 anni.
Secondo la ricerca poi il 32% di teen ager dà il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online, il 27% si dà appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet, il 19% riceve video-immagini di persone conosciute solo in rete seminude/nude, il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web, il 13% invia video/immagini di sé seminudo/nudo. Percentuali che cambiano e salgono con il salire dell’età: per esempio fra i 12 e i 13enni è il 10,5% a darsi appuntamento con una persona incontrata in rete a fronte del 31% fra i 16 e i 17 anni; ha rapporti intimi off line a seguito di una conoscenza online il 6,5% dei nostri pre-adolescenti a fronte del 19% dei 16-17enni. E una quota non banale di ragazzini/e di dodici-tredici anni, il 6,5% del campione, invia video e immagini di sé nudi a fronte del 16% dei 16enni-17enni.
“Questi dati dicono in modo eloquente come i ragazzi e le ragazze utilizzino la rete per esprimere e sperimentare a 360° la loro sessualità. Non solo si espongono alla visione di immagini, foto, messaggi a sfondo sessuale ma espongono loro stessi, in prima persona, fino ad arrivare al contatto off line cioè all’incontro intimo vero e proprio con persone conosciute via web”, commenta Valerio Neri Direttore Generale Save the Children Italia.
Non a caso il messaggio di quest’anno del Safer Internet Day (l’8 febbario, ndr), la giornata istituita dalla Commissione Europea per un uso sicuro e responsabile delle nuove tecnologie, si riassume nello slogan è più di un gioco, è la tua vita.
“E’ fondamentale che i ragazzi e le ragazze capiscano che non esistono mondi virtuali perché quello che si fa su Internet o con il cellulare ha un impatto diretto e concreto sulle loro vite, quindi ogni azione deve essere ponderata e valutata nelle sue possibili conseguenze positive o negative perché stiamo tirando in ballo la nostra vita, i nostri sentimenti, la nostra sfera più personale e intima”, spiega Neri.
“Ogni contenuto che noi postiamo online, lo rendiamo accessibile a tutti,” fa eco Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum. “La vita che i ragazzi giocano in internet è reale. Vogliamo rilanciare, con questa giornata, l’appello a fare attenzione e acquisire maggiore consapevolezza di quelli che sono gli strumenti di tutela che ci sono messi a disposizione”.
Save the Children e Adiconsum sono i referenti italiani per il Programma Safer Internet della Commissione Europea .
Triveneto e Campania sono le regioni in cui più ragazzi dichiarano comportamenti hard e rischiosi, secondo la ricerca di Save the Children. Se infatti per la ricezione di messaggi a contenuto sessuale si impone il Triveneto con il 43% dei ragazzi e ragazze che dichiarano di riceverne, è poi la Campania insieme al Sud Italia ad emergere con rispettivamente il 38% e il 35% dei ragazzi che dichiara di essersi dato appuntamento con qualcuno conosciuto in Internet, il 23% e il 20% che ammette di avere avuto rapporti intimi con persone contattate in rete, il 22% di aver inviato video/immagini di sé seminudo o nudo.
Per quanto riguarda invece l’invio di messaggi a contenuto sessuale e lo scambio di immagini provocanti via internet, si segnalano il Lazio con il 65% di ragazzini e ragazzine che dicono di averlo fatto la prima volta fra 10 e 14 anni e il Nord Ovest (Piemonte, Liguria, Val d’Aosta) con il 59% dei ragazzi e ragazze che ammette di averlo fatto per la prima volta fra i 15 e i 17 anni.
Nel 43% dei casi sono gli amici e i fidanzati i destinatari dei messaggi hard ma per il 12% degli intervistati sono degli sconosciuti.
Quanto poi al perché una ragazza o un ragazza inviano o pubblicano in Internet messaggi, immagini o video di se stessi con riferimenti sessuali o in atteggiamenti provocanti, gli intervistati indicano come motivazione prevalente nei propri coetanei il farsi notare da qualcuno o il sentirsi sexy (rispettivamente danno queste ragioni il 55% e il 43% di intervistati con riferimento alle ragazze, il 52% e il 27% degli intervistati con riferimento ai ragazzi). Non mancano però anche motivazioni più utilitaristiche: secondo il 29% le ragazze o i ragazzi fanno tutto ciò per ricevere regali/ricompense/ricariche.
“L’indagine di Save the Children svela le emozioni e le motivazioni che sono dietro ai comportamenti degli adolescenti e pre-adolescenti in rete”, prosegue Valerio Neri. “Tra le principali ragioni alla base del loro intenso scambio di materiali a sfondo sessuale mettono in testa il divertimento (per il 44% degli intervistati) o riuscire a vincere la propria timidezza (40%) e più in generale la voglia e il bisogno di esibizione e di mostrarsi competenti in materia sessuale”.
Tuttavia la ricerca apre anche ulteriori prospettive: alla domanda se parlano di tutto ciò che fanno, vedono, scambiamo o trovano in Internet, il 46% degli intervistati dice di sì, di parlare di questi argomenti. L’86% lo fa con i propri amici ma anche con adulti di riferimento (genitori, parenti, insegnanti). Inoltre gli adulti – in particolare i genitori – vengono indicati tra coloro che l’80% dei ragazzi intervistati ha tra i propri contatti sui social network.
“Si tratta di indicazioni rilevanti perché ci dicono che c’è uno spazio di dialogo fra genitori e figli e tra i ragazzi e il mondo adulto nel suo complesso”, sottolinea ancora il Direttore Generale Save the Children Italia.
“D’altra parte se come dimostra questa ricerca è ormai evidente che la sessualità dei ragazzi si esprime e si esperimenta sempre di più attraverso le nuove tecnologie, il rischio è che ciò avvenga in modo improprio, dove le emozioni sono sempre più sganciate dalla fisicità e dove la sessualità è solo sesso, sperimentato con modalità e tempi inadeguati, agito, ad esempio, in età precoce o con adulti. Quello che dunque va fatto è approfittare dello spazio aperto, favorendo il dialogo fra minori e adulti anche e soprattutto sulla sessualità e sui sentimenti, lavorando sulla vita emotiva dei ragazzi”.
Parte oggi da Torino il tour Navigare Sicuri di Telecom Italia, progetto che toccherà le scuole e le piazze di 20 città italiane in 10 regioni per sensibilizzare bambini, studenti, docenti e genitori a un uso attento e consapevole del Web.
Navigare Sicuri (www.navigaresicuri.org) è il progetto nazionale di Telecom Italia dedicato alla promozione e alla diffusione dell’uso consapevole e responsabile di Internet e dei media digitali tra i bambini, i ragazzi e i loro educatori. L’iniziativa, che si sviluppa in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e si avvale dell’apporto delle consolidate competenze della Fondazione Movimento Bambino e di Save the Children, si propone di aiutare i più giovani a valorizzare le straordinarie potenzialità delle nuove tecnologie come risorsa di conoscenza e momento di socializzazione, di informazione, di crescita, evitandone il più possibile le insidie.
Il bus di Navigare Sicuri percorrerà in sette mesi oltre 6.000 km, coinvolgendo circa 100.000 persone su tutto il territorio nazionale. Grazie alle cinque postazioni multimediali presenti sul bus e a una lavagna interattiva messa a disposizione da Olivetti, un team di esperti accompagnerà durante tutto il viaggio minori, insegnanti e genitori in un percorso di divertimento e di conoscenza alla scoperta del grande mare del web. Quest’anno il progetto Navigare sicuri si apre anche ai social network come Facebook, YouTube e Twitter, con proprie pagine nelle quali saranno comunicate tutte le attività del tour.
Per ogni tappa verranno organizzati interventi didattici nelle scuole primarie e secondarie e realizzate attività interattive nelle piazze dove saranno distribuiti materiali appositamente studiati per i più i giovani e per gli adulti.
La Commissione Europea ha lanciato oggi il concorso per il miglior contenuto online per bambini, organizzato da 14 centri europei per la sicurezza in Internet, tra cui il centro italiano. L’obiettivo è avere una vetrina per i contenuti di qualità per bambini tra i 6 e 12 anni già presenti online e, contemporaneamente, stimolare la produzione di nuovi contenuti.
Al concorso, infatti, possono partecipare non solo siti realizzati ad hoc per il concorso, ma anche contenuti già realizzati che dal concorso possono ricevere adeguata visibilità. Ogni paese partecipante, tra cui l’Italia, dovrà proclamare un vincitore nazionale e tra questi verrà poi scelto la migliore proposta a livello europeo.
Il concorso è aperto a due categorie di partecipanti:
ragazzi tra i 12 e 17 anni;
adulti.
In quest’ultima categoria rientrano organizzazioni (pubbliche, non governative e commerciali) e persone (come individui o in gruppo).
Ulteriori informazioni nella pagina del concorso